“A Bologna. SIT DOWN TO HAVE AN IDEA”

Gennaio
24
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“A Bologna. SIT DOWN TO HAVE AN IDEA”

BOLOGNA – Cosa c’è di più “sostenibile” che lasciarsi ispirare dalla fantasia e dall’estro, per avere nuove idee di grande impatto creativo a zero costo ambientale? Il gesto artistico come motore di ispirazione, ecco perché Fondazione FICO partecipa all’ultima creazione dell’artista Andrea Bianconi e da giovedì 23 gennaio invita il pubblico a interagire con “A Bologna. SIT DOWN TO HAVE AN IDEA”, l’installazione che sarà posizionata nello spazio antistante alla Fondazione, nel Parco FICO Eataly World a Bologna. Il progetto nasce nello studio di Andrea Bianconi, dove l’artista custodisce la sua “poltrona delle idee”. Realizzato in collaborazione con Barbara Davis Gallery (Houston) e il supporto di Casa Testori, l’evento, a cura di Alice Zannoni, è promosso all’interno di ART CITY Segnala 2020, in concomitanza con Arte Fiera Bologna e mette al centro l’uomo, capace di pensare in qualunque luogo si trovi. Da qui l’universalità di una performance dove l’artista e l’arte stessa vanno incontro alle persone e non il contrario e li raggiungono nei luoghi più disparati, dall’autostazione al panetterie, dal ristorante alla scuola, finanche all’ospedale “luoghi universali”, luoghi per tutti e di tutti, luoghi diversi, luoghi in cui l’arte possa incontrare la gente e gettare un seme per il domani (appunto le idee), non importa quale sia il colore o l’ambito di pertinenza. Coordinato dall’Area Arte Moderna e Contemporanea | Istituzione Bologna Musei, il progetto dal 23 al 26 gennaio posizionerà a Bologna 24 poltrone in 24 luoghi diversi della città, fra cui appunto Fondazione FICO: una sorta di incubatore di idee, una sedia per tutti a disposizione del pubblico per fermarsi, riflettere e, perché no? Avere un’idea. Andrea Bianconi, uno degli artisti più apprezzati e geniali della nuova generazione contemporanea, spiega che si tratta di “un progetto allargato a tutta la città e volutamente inclusivo che invita tutti, ma proprio tutti senza nessuna distinzione a fermarsi, accomodarsi, concedersi una pausa riflettendo in attesa di avere un’idea in un luogo e in un momento insolito” afferma Bianconi. “La mia arte guarda sempre agli altri. Amo coinvolgere il pubblico, farlo interagire con le mie creazioni, favorire riflessioni e idee e questo è ciò che più mi stimola della mia attività”.

 

 

Oltre a Fondazione FICO, quindi, tanti saranno i “luoghi” della poltrona di Andrea Bianconi: dal Teatro Duse all’Ospedale Maggiore, dal Portico di San Luca dall’Androne dell’Autostazione, dalla Libreria Feltrinelli al CUBO Unipol, passando per piazze, vie, scuole, negozi e ristoranti. Sedersi sulle poltrone collocate in questi luoghi significa avere il coraggio di fermarsi, in un momento storico in cui tutto corre troppo velocemente e il valore personale sembra essere direttamente proporzionale alla produttività estrema. Bianconi, attraverso la sua opera, vuole invece offrire del tempo per una riflessione, invita a fermarsi e a trasformare in idee i momenti di attesa che riempiono la quotidianità. Un gesto di generosità che configura la possibilità di un intervento sul domani, poiché le idee sono l’embrione del futuro.

 

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A Fondazione FICO la poltrona sarà fruibile gratuitamente negli orari di apertura del Parco, ogni giorno dalle 10 alle 23 e sabato dalle 10 a mezzanotte.

 

Press: ufficio stampa Fondazione FICO press@fondazionefico.org

Immedia SV cell 3922067895 – 3490671710

 

 Andrea Bianconi. Nato ad Arzignano (Vicenza) nel 1974, Andrea Bianconi vive e lavora tra gli Stati Uniti e l’Italia. La sua opera spazia fra le diverse forme artistiche di performance, pittura e scultura con esibizioni in musei pubblici e spazi privati di tutto il mondo. Nel 2019 nel carcere di San Vittore, a Milano, si esibisce nella performance “Come creare una direzione”, una toccante performance realizzata con la compagnia teatrale del CETEC Dentro/Fuori San Vittore, di cui fanno parte alcune detenute. Nello stesso anno a Houston, in Texas, ha dato vita alla mostra “Prisoner of Love”, una personale con oltre duecento lavori creati site specific. Nel 2018 è stato il primo artista italiano invitato a Davos (Svizzera), durante la 48° edizione del World Economic Forum per presentare ai capi di Stato di tutto il mondo la sua performance “Voice to the Nature”, una denuncia sull’ecocidio in atto per richiamare i leader del mondo all’urgenza di agire “ora e non dopo” per il benessere del pianeta. Il CAMEC di La Spezia lo ha invitato per una grande personale con un enorme successo di visitatori. Altre performance e mostre lo hanno visto protagonista al VestfossenKunstlaboratorium (Norway), presso la Galleria Alessandro Bagnai a Foiano della Chiana (Arezzo), presso la Nuova Galleria Morone (Milano), a Palermo nella Cripta della Chiesa di Santa Maria del Piliere. Ha recentemente esposto al MSK Museum of Fine Arts di Ghent (Belgio), e ha partecipato alla 5° Biennale di Mosca con una public performance tra la Piazza Rossa, il Cremlino e il Manege e con una wallinstallation al Manege. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia ha realizzato un’opera all’Ambasciata d’Italia a Washington D.C.; ha esposto alla Boghossian Foundation, Bruxelles; al Museu do Meio Ambiente, Rio de Janeiro; Centro del Carmen, Valencia; Matadero, Madrid; Film Society Lincoln Center, New York; Maraya Art Centre, Sharjah, UnitedArab Emirates; Swiss Architecture Museum (S AM), Basilea; Kunsthal Charlottenburg, Copenhagen; ISCP, Brooklyn, NY; Palazzo Reale, Milano; VestfossenKunstlaboratorium, Norway; Furini Arte Contemporanea, Roma; Barbara Davis Gallery, Houston, Texas. Ha realizzatonumerose public art performances come Summer Night Series, Union Square NYC; Italian Cultural Institute, NYC; Postcard People, Hudson Valley Center for Contemporary Art (HVCCA), NY; The Chinese Umbrella Hat Project (Part I), Wujiang Rd West Nanjing Rd, Shanghai, China e (Part II), Piazza San Marco, Venezia.  Nel 2011 Charta ha pubblicato la sua prima monografia; nel 2012 Cura. Books ha pubblicato il suo primo libro d’artista “ROMANCE” e nel 2013 il secondo dal titolo “FABLE”. Entrambi fanno parte della collezione del MoMA, NYC. Nel 2016 Silvana Editoriale ha pubblicato la monografia sui 10 anni di performance dell’artista “Andrea Bianconi Performance 2006-2016”. Nel 2017 AmC collezione Coppola pubblica “SOLO”, una monografia con un’intervista della curatrice internazionale Catherine De Zegher. Nello stesso anno è presente presso la Galleria Bianconi di Milano nella mostra “Partiture Visive” a cura di Vittoria Coen e nella mostra a Palazzo Bernaroli di Bologna intitolata P-Art-Y. Nel 2018 espone presso L’Archiginnasio di Bologna. Alice Zannoni Nata ad Arzignano (Vicenza) il 30 marzo 1981. Vive e lavora a Bologna. Si è laureata in Estetica al Dams-Arte di Bologna con Luciano Nanni, dove consegue anche il master in “Cultura dell’innovazione, mercati e creazione di impresa”. Si occupa da dieci anni di arti visive come critica d’arte, curatrice indipendente e collabora con riviste del settore. stata docente di Storia del design presso la Laba di Rimini, Direttore Amministrativo della Fondazione Campori; ha ideato, fondato e diretto SetUp Contemporary Art Fair di cui è ora Amministratore Unico. Ha pubblicato il libro L’arte contemporanea spiegata a mia nonna (Nfc Edizioni).