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ROMANO PRODI – Diritti e doveri dell’acqua

Giovedì 22 marzo ARENA FICO EATALY WORLD, ORE 11.00

Diritti e doveri dell’acqua

Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione fra i Popoli.

Introduce Andrea Segrè, presidente Fondazione FICO

 

BOLOGNA – Seconda tappa del ciclo di Lezioni per la generazione Z promosse da Fondazione FICO e dedicate ai diritti e doveri del cibo, dell’acqua e dell’energia, così come al valore della legalità per un’economia e un’agricoltura sostenibile. Il testimone passa a Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli: sarà protagonista, giovedì 22 marzo alle 11.30 nell’Arena centrale di FICO Eataly World, dell’incontro che Fondazione FICO rivolge innanzitutto a giovani e giovanissimi, ma che sarà al tempo stesso aperto alla città e a chiunque voglia inoltrarsi in un tema di attualità stringente e indifferibile, quello legato ai “Diritti e doveri dell’acqua”.

 

 

La mancanza d’acqua sembra meno presente nell’attenzione dei media, nonostante l’estate 2017 in Italia sia stata una delle più siccitose (la quarta più secca degli ultimi 215 anni) oltre che la seconda più calda di sempre (dati ISAC-CNR). Vi è la consapevolezza che si sta andando verso una stagione di minore regolarità delle precipitazioni, con prolungati periodi siccitosi inframmezzati a brevi violenti acquazzoni. E’ chiara l’urgenza di attuare tutti gli interventi necessari, seguendo il doveroso principio di precauzione che ci obbliga a decidere prima che sia troppo tardi. Fondazione FICO, attraverso la lezione di Romano Prodi, vuole contribuire a riaccendere l’attenzione su un tema centrale per l’evoluzione sostenibile del pianeta. L’emergenza idrica è motore di una rincorsa all’”oro blu” che coinvolge stati e multinazionali: il fenomeno dell’accaparramento dell’acqua a livello mondiale è un tema caldo in molte zone del mondo, ha conseguenze complesse nel presente e avrà nel futuro implicazioni sempre più drammatiche e concrete sulla popolazione, soprattutto quella più debole ed emarginata. Eppure otto anni fa, il 28 luglio 2010, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava a New York la storica risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari quale diritto umano fondamentale perché “l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani”. L’accesso all’acqua potabile è così entrato a far parte ufficialmente della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Nel mondo, pero’, oltre 800 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile e oltre 2 miliardi di persone, in maggioranza neonati e bambini, non dispongono di infrastrutture igienico-sanitarie di base (dati ONU). La risoluzione del 2010 aveva fissato in 10 anni, quindi entro il 2020, la deadline per garantire il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici per tutti gli abitanti del pianeta. E’ questo uno degli Obiettivi del Millennio fissati dalle Nazioni Unite. La riduzione della disponibilità idrica procapite è legata anche al fallimento delle governance nel controllare gli usi e gli abusi dell’acqua e nella protezione del sistema idrico in rapporto all’uso della terra, alla deforestazione, all’agricoltura insostenibile, all’urbanizzazione, all’inquinamento atmosferico. Le zone umide globali si sono dimezzate negli ultimi 100 anni e il numero delle specie di pesci di acqua dolce si è ridotto del 50% negli ultimi 40 anni. Gli ecosistemi acquatici si stanno velocemente degradando e la quantità di acqua disponibile in varie aree geografiche del pianeta non è già sufficiente a sostenere la vita umana e l’ecosistema.

 

 

La Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli si focalizza su temi che direttamente o indirettamente hanno influenza sulla politica e sull’economia internazionale. La pace, l’energia, la fame e naturalmente l’acqua sono questioni intorno alle quali è concentrata l’attenzione della Fondazione. Il suo scopo specifico, come recita lo Statuto, è quello di “affrontare le problematiche sociali, culturali, economiche, politiche del mondo, al fine di favorirne la soluzione grazie alle elaborazioni di nuove proposte di collaborazione nel contesto internazionale”. A partire dall’Europa come protagonista di un futuro mondo effettivamente multipolare in cui i nuovi protagonisti – come la Cina e l’India – dovranno condividere più ampie responsabilità. Una Europa intesa come interlocutore privilegiato dei Paesi che la circondano, chiamata a svolgere azioni positive perché il Mediterraneo diventi sempre più porta per l’Oriente. Una Europa che è vicinissima all’Africa e che, in interazione con l’Onu, non può che occuparsene. Le iniziative della Fondazione, si sviluppano intorno a questi e ad altri temi per promuovere una rete di conoscenze e di idee utili a far maturare un clima culturale e politico coerente con le sfide che sono in campo.

 

Introduce Andrea Segrè

 

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