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25 Gennaio – Cibi&simboli

Cibi&Simboli: di che pasta sono fatti gli italiani?

Antropologia di un piatto identitario.

Giovedi’ 25 Gennaio ne parla a Fondazione FICO l’etnoantropologa Helga Sanità.

Appuntamento alle 18 a Bologna, Fondazione FICO spazio 118 Parco Eataly World, ingresso libero. 

 

BOLOGNA – Spaghetti, lasagne, orecchiette, tagliatelle, chitarrini, pizzoccheri, fregula, trofie, paccheri, fusilli, cavatelli, strascinati … La pasta è una e molteplice, proprio come gli italiani, che in questo piatto totemico si riflettono come in uno specchio: l’immagine riflessa evidenzia le identità e le differenze tra mille patrie gastronomiche che fanno del Belpaese una terra composita e unità nelle sue differenze. Individuali, familiari, regionali, cittadine, paesane. “Di che pasta sono fatti gli italiani”, dunque? Ce lo spiegherà l’etnoantropologa Helga Sanità, docente di Antropologia del Patrimonio presso l’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa giovedì 25 gennaio a Fondazione FICO, spazio 118 del Parco Agroalimentare Eataly World con ingresso libero. Una conversazione proposta nell’ambito del cartellone di incontri promosso da Unisob – MedEat Research e dedicato a “Cibi e simboli. Conversazioni tra antropologia, storia e dintorni sulle eccellenze della dieta mediterranea”. L’antropologia di un piatto identitario come la pasta affonda nella versatilità dei maestri pastai di tante latitudini, che hanno saputo plasmare questo alimento in centomila forme. Non è un caso che nel XVII secolo, mentre maccheronai, vermicellai e fedelari componevano molteplici tipi di pasta, gli attori della Commedia dell’Arte alimentassero sui palcoscenici teatrali una grandissima varietà di tipi umani, codificando da Nord a Sud le “maschere” degli italiani…Certo, se la “làgana”, l’antenata della lasagna, si può considerare la “sfoglia-matrice” delle paste fresche, l’origine di quelle secche va invece ricercata altrove. In ogni caso, che l’invenzione si attribuisca agli arabi, ai cinesi o agli ebrei, resta il fatto inconfutabile che la pasta è, per eccellenza, la sostanza dell’identità italiana. Info: www.fondazionefico.org

 

 

Helga Sanita, Ph.D. in Etnoantropologia, è Direttrice di ricerca del MedEatResearch il Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. È esperta di antropologia dell’alimentazione e di immaginari enogastronomici. Si occupa di dinamiche di patrimonializzazione dei beni culturali demo-etno-antropologici immateriali e dei beni storico-artistici, sia nei contesti locali che nelle istituzioni internazionali come l’UNESCO. Le sue ricerche vertono sull’arte e la fotografia contemporanee, sulla re-invenzione delle tradizioni, sulle pratiche sociali e le politiche identitarie, soprattutto in riferimento agli scenari rituali e festivi.  Fra le sue pubblicazioni: Heritage, territory, identity, ennoblement of typical local products. L’Oro di Capri: a model of sustainable development, Procedia – Social and Behavioral Sciences, Oxford, ELSEVIER (2016). Da ‘pomme d’amour’ a ‘pomo della discordia’. Il pomodoro fra macro-retorica e micro-narrazioni nel foodscape contemporaneo, in “Archivio Antropologico Mediterraneo” (2015) Una maschera da inghiottire. Di che pasta sono fatti gli Italiani / A mask to be swallowed: the “pasta” Italians are made of, in “La Freccia e il Cerchio”, Annuale internazionale bilingue di filosofia, letteratura, linguaggi, IV: Specchio-Maschera, La scuola di Pitagora editrice, Napoli 2013.

 

Il MedEatResearch, Centro di Ricerche Sociali sulla Dieta Mediterranea dell’Università di Napoli “Suor Orsola Benincasa”, è diretto dagli antropologi Marino Niola ed Elisabetta Moro. Il Centro di ricerca studia il patrimonio agroalimentare del Mediterraneo e promuove la valorizzazione dei patrimoni immateriali UNESCO. Inoltre opera, fin dalla sua fondazione nel 2012, per la costruzione di una rete internazionale di collaborazione tra studiosi, insegnanti, imprenditori e istituzioni, finalizzata alla formazione di nuove figure di ricercatori e operatori impegnati nella comunicazione e promozione della Dieta Mediterranea quale straordinaria risorsa culturale e produttiva, che l’UNESCO ha iscritto nella lista del Patrimonio intangibile dell’umanità, la FAO ha indicato quale modello alimentare del futuro e l’OMS propone quale stile di vita sano e sostenibile. Obiettivi del Centro sono la narrazione multimediale delle tradizioni e vocazioni agroalimentari italiane, delle filiere produttive, delle eccellenze, delle tipicità e biodiversità, unita all’indagine socio-antropologica sugli stili di vita, usi e consumi alimentari. Il MedEatResearch è responsabile della Sezione Granai del Mediterraneo del sito www.granaidellamemoria.it (Premio Europa Nostra Award 2016), in cui vengono divulgate gratuitamente, in italiano e in inglese, interviste a testimonial eccellenti della Dieta Mediterranea. Tra questi gli scienziati di fama internazionale Jeremiah Stamler ed Henry Blackburn; chef stellati come Alfonso Iaccarino; registi come Ugo Gregoretti e Andrej Končalovskij, nonché altri materiali audiovisivi relativi a questo stile di vita.

 

Contatti: fondazioneficopress@gmail.com

cell 3922067895 www.fondazionefico.org