A tavola con Pitagora.

Marzo
15
18.00

A tavola con Pitagora.

Se ne parla nella sede di Fondazione FICO Spazio 118 Eataly World nell’ambito del programma Cibi&simboli.

A tavola con Pitagora. Vegetarianesimo, veganesimo e altre obiezioni di coscienza”, conversazione con l’antropologa Elisabetta Moro a cura di Università Suor Orsola Benincasa – MedeAT Research.

Pane e miele al mattino, verdura fresca la sera. È il teorema di Pitagora. La formula alimentare che mette matematicamente d’accordo la salute del corpo con la purezza dell’anima. Un modo di mangiare eticamente corretto. Senza deplorevoli spargimenti di sangue. In realtà il primo teorico del vegetarianesimo è stato Pitagora, che oltre ad inventare le tabelline ha scritto il decalogo dell’uomo che rinuncia alle tentazioni della carne. Proponendo un’aritmetica dei consumi che può esserci d’aiuto nel nostro mondo attraversato da tribalismi e integralismi dietetici. E diviso tra chi ha troppo e chi ha troppo poco, tra chi ha più fame che cibo e chi ha più cibo che fame. La scelta vegetariana non è solo una questione da dietologi. Sin dall’origine è il controcanto nutrizionale di una filosofia. È una moratoria alimentare proclamata in nome dei diritti del vivente. Oggi i fans della proteina nonviolenta sono in crescita esponenziale. Un po’ per ragioni salutiste, un po’ per ragioni naturiste il vegetarianesimo, più o meno radicale, è entrato nel paniere del cittadino politically correct. Una sorta di obiezione di coscienza alimentare.

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