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12 Febbraio – inaugurazione mostra PAESAGGI PERIURBANI

LUNEDI’ 12 FEBBRAIO ore 18.30

Inaugurazione della mostra “Paesaggi periurbani. Le esperienze formative di Materia paesaggio”, promossa dalla Regione Emilia Romagna.

 

Interverranno Raffaele Donini, Assessore Regione Emilia Romagna ai Trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale; Valentina Orioli, Assessore all’Urbanistica, Edilizia privata, Ambiente, Riqualificazione e tutela del centro storico del Comune di Bologna; Lorenzo Minganti, Sindaco del Comune di Minerbio e rappresentante dell’ANCI Emilia-Romagna; Andrea Segrè Presidente Fondazione FICO e Alessandro Bonfiglioli, Segretario Generale Fondazione FICO per l’Educazione alimentare e alla Sostenibilità; Duccio Caccioni, Presidente Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord-est e Ilaria Daolio, Direttore Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord-est.

 

 

PROGETTARE E RIGENERARE I PAESAGGI PERIURBANI: L’ESPERIENZA DI MATERIA PAESAGGIO, UNICA A LIVELLO NAZIONALE, HA LAVORATO SULLA PIANURA A NORD-EST DI BOLOGNA, FRA LO SCALO MERCI E IL CORSO DEL SAVENA ABBANDONATO. IN MEZZO IL CUNEO AGRICOLO DI PIANURA DI SAN DONATO, LE URBANIZZAZIONI AL PILASTRO, IL NUOVO POLO COMMERCIALE DI PARCO MERAVILLE, LA FACOLTÀ DI AGRARIA, IL CAAB – CENTRO AGRO ALIMENTARE DI BOLOGNA E ADESSO ANCHE FICO EATALY WORLD. PROPRIO A FONDAZIONE FICO UNA MOSTRA RACCONTA QUESTA ESPERIENZA DI FORMAZIONE.

VISIONI SUL FUTURO DEI PAESAGGI PERIURBANI IN EMILIA ROMAGNA: QUELLE EMERSE NEGLI WORKSHOP DI MATERIA PAESAGGIO, IL CORSO DI FORMAZIONE CHE REGIONE EMILIA-ROMAGNA E ANCI EMILIA-ROMAGNA ORGANIZZANO DA OLTRE 10 ANNI PER GLI OPERATORI PUBBLICI E PRIVATI DEL PAESAGGIO E ASCOLTANDO I BISOGNI DEGLI ATTORI TERRITORIALI, FINO A INSERIRE NEL GRUPPO DI STUDIO ANCHE I “CITY MAKER”.

 

BOLOGNA – Una mostra a Fondazione FICO per ragionare del paesaggio intorno a FICO: per riflettere sul territorio periurbano e rurale come bene comune e risorsa pubblica. I “luoghi del margine”, dunque, come motore potenziale di rigenerazione per la città e non solo come terreno di potenziale disagio o conflitto. È questo il presupposto di un’esperienza unica a livello nazionale, quella di “Materia Paesaggio”, i corsi di formazione attivi sin dal 2006 per iniziativa della Regione Emilia Romagna e di ANCI Emilia Romagna in attuazione della Convenzione europea del paesaggio: per indagare insieme contesti e temi specifici connotanti i paesaggi regionali, promuovendo lo scambio e il confronto tra operatori e discipline differenti. Il tutto con lo sguardo del pianificatore regionale, finalizzato ad indirizzare le ricadute sulle politiche e sulle azioni che la Regione ha in atto per il territorio: dall’adeguamento del PTPR, alla attuazione della legge urbanistica regionale, alla riduzione del consumo di suolo, alle azioni da attuare sul territorio rurale e su quello periurbano.

E dalla formazione per operatori, al dialogo con la città il passo è breve ed è scandito dalla mostra “Paesaggi periurbani: le esperienze formative di Materia Paesaggio”, che si apre lunedì 12 febbraio alle 18.30 negli spazi di Fondazione FICO, area 118 del Parco Eataly World con ingresso aperto alla città. La mostra sarà visitabile nell’area antistante alla sede di Fondazione FICO tutti i giorni dalle 10 alle 24 con accesso libero.

Alla vernice inaugurale interverranno Raffaele Donini, Assessore Regione Emilia Romagna ai Trasporti, reti infrastrutture materiali e immateriali, programmazione territoriale e agenda digitale; Valentina Orioli, Assessore all’Urbanistica, Edilizia privata, Ambiente, Riqualificazione e tutela del centro storico del Comune di Bologna; Lorenzo Minganti, Sindaco del Comune di Minerbio e rappresentante dell’ANCI Emilia-Romagna; Andrea Segrè Presidente Fondazione FICO e Alessandro Bonfiglioli, Segretario Generale Fondazione FICO per l’Educazione alimentare e alla Sostenibilità; Duccio Caccioni, presidente Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord-est e Ilaria Daolio, Direttore Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord-est.

L’esposizione, nata per avere un carattere itinerante nei luoghi significativi, già ospitata nel mese di novembre all’Urban center della città di Bologna, vuole segnalare la necessità di dare valora al paesaggio nelle politiche di rigenerazione del territorio. Così, attraverso un breve video che verrà proiettato nell’occasione, restituisce lo sguardo dei protagonisti del percorso formativo e degli attori territoriali, e, attraverso alcuni pannelli che verranno esposti per tutto il periodo di aperture della mostra, descrive la metodologia e il lavoro di formazione, che ha prodotto riflessioni e indicazioni per il futuro da cui partire per l’elaborazione di Linee Guida per la valorizzazione di questi paesaggi.

A conclusione dell’esposizione della mostra, lunedì 26 settembre, è previsto alle 16 l’evento di finissage: il convegno sul legame tra il Cibo e il paesaggio, che vuole sottolineare il valore della “qualità” di questi elementi, identitari di un territorio, e quanto siano correlati per migliorare la qualità della vita delle popolazioni. Fra i protagonisti del confronto ci saranno: Mauro Agnoletti, ordinario del Dipartimento di Scienze e Tecnologie dei Sistemi Forestali al GESAAF – Università di Firenze, coordinatore del Catalogo del Paesaggio Storico del Ministero dei Beni Agricoli, con una relazione sulle trasformazioni storiche del paesaggio agricolo; Ettore Capri, ordinario di Chimica Agraria-Valutazione del rischio negli alimenti alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’università Cattolica di Piacenza – DiSTAS, che evidenzierà la bontà del rapporto paesaggio-prodotto agricolo; e inoltre gli esperti Erica Croce e Giovanni Perri di Meridies-Itinerari di cultura e turismo, con un intervento legato a cibo e paesaggio in rapporto all’imprenditoria del territorio.

 

 

La Regione e l’ANCI E-R con l’attività di Materia Paesaggio che prosegue da anni confermano di considerare la formazione, fondamentale per la circolazione delle idee e il confronto, quale strumento trainante per stimolare una nuova ottica di osservazione del paesaggio, che riconosca la relazione e l’influenza sulla qualità di vita delle persone, per alimentare una cultura dell’ascolto dei bisogni, della partecipazione e della responsabilità di tutti, enti locali, attori territoriali, operatori e cittadini. A Fondazione FICO si indagherà, dunque, sul paesaggio intorno a FICO: perché l’area studio dell’ultima esperienza di Materia Paesaggio è stata individuata nella pianura a nord-est di Bologna, nello spazio che va dallo scalo merci al corso del Savena Abbandonato, un territorio rappresentativo di dinamiche rintracciabili in altri luoghi della regione e che pertanto diventa emblematico per temi e soluzioni possibili. Ne sono parte sia il cosiddetto cuneo agricolo di pianura di San Donato, sia le urbanizzazioni sorte in contiguità con lo storico rione del Pilastro. Tra la San Donato e lo scalo merci è localizzato il quartiere di edilizia residenziale pubblica, il cui assetto attuale è frutto della stratificazione di varie fasi edificatorie durate quasi un ventennio (dal primo nucleo della seconda metà degli anni ’60 alle più recente costruzioni degli anni ’80). Nell’ultimo decennio, accanto alla città dell’abitare si sono stratificate numerose altre trasformazioni che hanno contribuito a mutare il paesaggio di questa zona, in un ambito di funzioni e forme molto eterogenee tra loro. Dal 2000, a nord del quartiere residenziale si sviluppa su via Fanin un nuovo polo commerciale (Parco Meraville) e per gli affari (Business park). Sullo stesso asse si attestano attività alberghiere, la sede della Facoltà di Agraria e il Centro Agro Alimentare di Bologna (CAAB), e qui è nato da pochi mesi FICO. In questo quadrante permangono però aree agricole interstiziali di una certa importanza e valore non solo ecologico ambientale ma anche di memoria storica e valore paesaggistico, che si configurano come uno spazio risparmiato dalle attività di trasformazione, che dalle radiali in uscita dalla città hanno coinvolto parte sempre più estese di territorio attorno al nucleo urbano più denso. Il valore di questo territorio è legato alla presenza di un assetto rurale che conserva ancora numerosi elementi tipici del paesaggio agrario tradizionale (filari alberati, siepi, fossi, canali, maceri, edicole votive ai crocicchi) e una trama di strade nella quale sono evidente permanenze della maglia centuriale.

 

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